Cosa mangiare nel Delta del Po

Delta del Po, terra di sapori

Il Delta del Po, connubio di terra ed acqua che l’uomo ha sapientemente plasmato nel tempo, offre oggi eccellenze enogastronomiche conosciute anche oltre confine.

Si dice che nel Delta del Po si mangi sempre bene, ed è in effetti vero dato che i piatti tipici che si trovano nei ristornanti, osterie, agriturismo o durante le fiere paesane  sono basati su ingredienti e ricette semplici legate alla tradizione.

Il mare ovviamente la fa da padrone in cucina, partendo dalle rinomate Vongole veraci e cozze DOP di Scardovari e Goro, servite in “guazzetto” o a guarnire un ottimo piatto di spaghetti.

Può essere un’ottima idea in primavera organizzare una bella gita in bicicletta lungo gli argini ciclabili puntando ad uno degli accoglienti ristoranti disseminati nel Delta. Esistono attività per il noleggio bici e per fare escursioni guidate che facilitano il tutto.

Le lagune del Delta offrono altre importanti opportunità a tavola con le orate, i branzini, le sogliole, e non può mancare un assaggio di anguilla, quella di laguna, non di fiume, cotta alla griglia, anche se molti la apprezzano di più in brodetto. Come in tutto il litorale veneto anche qui è un piatto classico la sarda in saore, pesce fritto messo poi a marinare con cipolla, olio, aceto e un po’ di zucchero.

Il riso del Delta IGP, nelle sue varianti vialone nano, carnaroli, arborio etc.,  è una base ideale che valorizza tutti i sapori locali, sia che si tratti di pesce, che di vegetali come asparagi, zucca o radicchio.

Per chi ama mangiare, ma non vuole rinunciare alla vista del mare o delle lagune, esistono alcuni punti di ristoro in spiaggia, fiume o laguna raggiungibili anche in barca.

Ancora una volta l’abbinamento di una escursione in fiume, noleggiando una barca o prenotando una visita guidata, diventa un ottimo pretesto per sedersi a tavola con amici e famiglia e trascorrere una piacevole giornata in compagnia.

Da segnalare infine numerose sagre paesane a tema, (sagra della cozza, la festa del riso, etc) molto frequentate dalla gente del posto e non solo.

Per ulteriori spunti vi invitiamo a visitare:

http://www.prolocoportotolle.org
http://www.visitdelta.eu

 

zattera di salvataggio

Quanto costa revisionare una zattera di salvataggio?

Una della cose da fare per navigare in sicurezza prima di uscire in mare oltre le 12 miglia è quella di controllare la scadenza della tua zattera di salvataggio e nel caso prepararti a fare la revisione della tua zattera di salvataggio.

Per le navigazioni oltre le 12 miglia, infatti è obbligatoria a bordo la presenza della zattera di salvataggio.

Anche le barche che non si spingono al di fuori del limite delle 12 miglia però  devono dotarsene, si tratta infatti della zattera costiera, per intenderci quella che ha preso il posto del sorpassato “atollo”, da cui si differenzia per le maggiori dimensioni.

Se la tua zattera è nuova allora non ti devi preoccupare, la revisione la devi fare tra tre anni…

Se invece non ricordi la data di scadenza è meglio che ci dai un’occhiata perchè per saperti dire quanto costa revisionare la tua zattera di salvataggio abbiamo bisogno di alcuni dati:

Cerca il libretto o controlla sul lato lungo della tua zattera e individua

  • la matricola, o numero di serie della zattera
  • il tipo di zattera (Coastal, Neptune, Oceanic, se è una Arimar; Coastaldry , DM77 o ISO9650 se è un Eurovinil),
  • il numero di persone per le quali è abilitata la tua zattera

Con queste informazioni alla mano chiamaci allo +39.0426.89125 e saremo lieti di farti un preventivo di costo per la revisione della tua zattera di salvataggio .

Altrimenti compila il modulo di contatto alla fine di questa pagina e saremo lieti di risponderti via mail con un preventivo.

E tu?

Hai controllato quando scade la revisione della tua zattera di salvataggio?

Se la tua zattera Arimar o Eurovinil scade quest’anno non aspettare che la stagione inizi, potresti incappare in spiacevoli attese…

zattera di salvataggio

Contattaci ora per un preventivo!

Revisionando la tua zattera con noi entro Febbraio, puoi godere di uno sconto approfittando di un’offerta sulle spese di trasporto. In più sarai prontissimo per goderti la stagione!

Ti aspettiamo!

P.s.
La promozione termina il 28/02/2018

 

 

 

il rimessaggi invernale - barche rimessate

Il buon rimessaggio invernale per le imbarcazioni

il rimessaggi invernale - barche rimessate

barche rimessate

Piccola o grande che sia una barca, le difficili condizioni meteorologiche invernali possono causare danni o un precoce deterioramento della stessa pregiudicandone il funzionamento ed il valore.
Se non si ha la possibilità di rimessare la barca al coperto, è allora importante dedicare il tempo e le spese che servono per prepararla ad affrontare l’inverno.
Ecco alcuni suggerimenti che speriamo possano essere di aiuto, ben sapendo che non saranno esaustivi; dato che le criticità del rimessaggio invernale dipendono dalla tipologia di barca, motore, dalla zona di stazionamento, etc

il buon rimessaggio invernale: l’ormeggio

Non dovrebbe neppure essere citata la necessità di un buon ormeggio della barca, ma l’esperienza quotidiana ci insegna che spesso la qualità dell’ormeggio è approssimativa ed ii forti venti o maree invernali possono metterlo a dura prova causando danni a volte “catastrofici” se paragonati al valore diuna cima di ormeggio. Prima regola sostituire senza indugio se deteriorate o troppo vecchie senza aspettare che un preoccupato vicino di barca ce lo consigli… La scelta della cima va fatta in base al peso e alla lunghezza della barca. Il rivenditore di fiducia vi saprà consigliare correttamente. Per barche sopra i 50-60 q.li è buona regola applicare gli ammortizzatori(ne esistono di gomma, in acciaio a molla o possono semplicemente essere realizzati con particolari intrecci della cima stessa) per evitare crepe al gelcoat alle gallocce. Se la barca è esposta a venti predominanti da una determinata direzione si può raddoppiare le cime di ormeggio che contrastano tale vento. La lunghezza della cima è molto importante. Una cima non va né troppo tesa, ne troppo lasca. La corretta lunghezza va valutata in funzione alle escursioni di marea; si consideri che in inverno possono capitare basse ed alte maree eccezionali. Verificare infine la qualità dei nodi realizzati. Sicuramente non si rischia mai una brutta figura a chiedereagli addetti all’ormeggio del porto di fare un check-up dell’ormeggio realizzato.

il buon rimessaggio invernale: la protezione della coperta 

Vento, acqua, ghiaccio, salsedine, sabbia sono elementi usuranti per la coperta soprattutto in inverno. E’ allora importante coprirla correttamente. La robustezza del materiale va scelta in funzione della dimensione e forma della barca e dei venti a cui è potenzialmente soggetta. E’ importante evitare che il telo faccia “pancia” in quanto l’acqua piovana deve poter scorrere fuori e che non ci siano aperture attraverso cui il vento possa insinuarsi gonfiando il telo fino a lacerarlo. Evitare anche di mettere una copertura sigillante per evitare condensa permanente. Asportare le cuscinerie (meglio portarle a casa che lasciarle in cabina), gli strumenti (con l’accorgimento di sigillare le spine), coprire la consolle con un telo o panno aggiuntivo, spruzzare di CRC spine, contatti elettrici, serrature. Se sono presenti fori di svuotamento del pozzetto, verificare che siano completamente liberi (con una sonda o un compressore): fori già parzialmente ostruiti, con l’aggiunta di foglie o sabbia e forti piogge, potrebbero pregiudicare il galleggiamento della barca. Meglio ancora verificare in sentina che i tubi flessibili di scarico dell’acqua siano integri, bene innestati e le fascette ben strette.

il buon rimessaggio invernale: la protezione interna

Il peggior nemico degli interni di un’imbarcazione è l’umidità, o meglio la condensa.In inverno, con le basse temperature e l’umidità esterna elevata, si possono creare muffe su tessuti e moquette. Escludendo la possibilità di mantenere 20°C fissi per ovvi motivi di costi (si consideri che una stufetta elettrica di 500W sempre in funzione consuma 360kWh al mese, con una spesa che va dai 70 a oltre 100€) una serie di accorgimenti possono aiutarea ridurre l’umidità interna e i problemi conseguenti:
– asportare indumenti, tendaggi, cuscini in tessuto per quanto possibile;
– pulire e sgrassare tutte le superfici: eventuali residui organici sono soggetti a muffe;
– chiudere gli spifferi che renderebbero vano ogni altro accorgimento;
– verificare la tenuta delle guarnizioni degli oblò. Non deve gocciolare dentro acqua piovana;
– posizionare sali igroscopici negli ambienti principali per contenere l’umidità dell’aria;
– collegare un deumidificatore, prevedendo la possibilità di scarico diretto in un wc o lavandino. Il deumidificatore è più efficace ed economico di una stufetta elettrica, ma smette di funzionare sotto determinate temperature (verificare nel manuale d’uso). Per questo i sali igroscopici, in abbinamento, sono molto utili.
– collegare una stufetta elettrica ad olio diatermico (assolutamente da evitare la stufa con ventilatore!), puntata al minimo, con lo scopo di evitare di avvicinarsi a 0°C. Come detto prima, stufette elettriche e pompe di calore sono apparecchi energivori da utilizzare con moderazione per evitare conti salati;
– cautelativamente mettere un po’ di antigelo nei sifoni dei lavandini;
– E’ ottima cosa saltuariamente far aerare gli interni nelle giornate secche di bel tempo e sostituire i sali igroscopici quando esauriti.
– ungere con spray protettivo le parti soggette a ossidazione (cerniere, oggettistica in metallo etc)
– ungere con spray al silicone o grasso al teflon le guarnizioni per mantenerne durata e tenuta

Passiamo ora al rimessaggio invernale della parte impiantistica.

il buon rimessaggio invernale: il serbatoio del carburante

Controllare che non ci sia acqua o impurità nel serbatoio. Riempire completamente il serbatoio di gasolio (evita condensa che successivamente provocherà proliferazione di alghe); al contrario svuotare il più possibile il serbatoio dalla benzina (che così non perderà le sue proprietà). E’ consigliato utilizzare additivi protettivi per olio motore, benzina, gasolioper il rimessaggio invernale, ma possono essere utili alla pulizia ed al miglioramento dell’efficienza del motore in ogni momento dell’anno.

il buon rimessaggio invernale: il motore

Per tutti i motori è consigliato effettuare il tagliando prima del fermo invernale. In questo modo,oltre al cambio filtri e olio, sarà verificata lo stato degli anodi, effettuato il risciacquo del circuito di raffreddamento, etc.
Nel caso di fuoribordo è importante sciacquare il circuito di raffreddamento con acqua dolce utilizzando la cuffia. Acqua salata/salmastra causano alla lunga incrostazione e corrosione. Ingrassare lo stelo dalle timoneria e del trim, lubrificare il pignone del motorino di avviamento, prevenendo bloccaggi alla ripartenza primaverile. Il “CRC” o “WD40” o spray al silicone, spruzzati nella calandra, sono sicuramente un buon protettivo contro ossidazione e secchezza. E’ buona regola isolare il motore la batteria. In questo modo si evita di mantenere alimentato il motore, evitando il rischio di correnti parassite indotte e aiutandoa preservare la batteria stessa da una lenta scarica. Se la barca rimane in acqua per il periodo invernale, per quanto si tenga sollevato, il motore fuoribordo è comunque in contatto con l’acqua nella zona della staffa di poppa. Questo significa correnti galvaniche! Gli anodi sacrificali (i cosidetti “zinchi”) posti nel corpo motore proteggono da questo fenomeno, ma è meglio non fidarsi;si consideri che, negli anni, una corrosione del corpo motore/scarico è fisiologico, e che, senza far nomi,i motori di alcune case costruttrici sono più deboli in tal senso. E’ possibile proteggere il motore aggiungendo degli anodi appesi in acqua alla staffa del motore fuoribordo riducendo l’entità del problema. Proteggere la parte della staffa immersa in acqua con una una patina di grasso idrorepellente (il cosidetto grasso blu “nautico”) è un altro buon accorgimento.
Per i motori entrofuoribordo gli accorgimenti sono analoghi, aggiungendo l’attenzione ad avere una sentina il più asciutta possibile: umidità o peggio il contatto diretto continuo delle parti metalliche con acqua causanoforte ossidazione.
Per i motori entrobordo è cosa vitale evitare che l’acqua presente nel circuito di raffreddamento congeli causando danni al corpo motore. Prima del fermo barca si deve allora provvedere a immettere nel circuito di raffreddamento (dai filtri di spirazione) acqua dolce miscelata con antigelo in percentuale dipendente dalle temperature attese (solitamente un 10-20% di concentrazione è sufficiente), che ha per di più una ottima azione lubrificante protettiva
Per i motori a carburatore è utile far girare il motore fino ad esaurimento della benzina nei carburatori e poi immettere negli stessi olio o CRC66 come protettivo e far fare qualche giro a mano al motore senza candele in modo che le pareti del cilindro vengano lubrificate.
Timoneria e Trim. Ingrassare gli steli

il buon rimessaggio invernale: le batterie

 

Abbiamo già detto che è buona regola staccare le batterie in caso di lunghe soste. Molti impianti elettrici presentano dispersioni a bordo che oltre a scaricare le batterie o consumare energia dalla banchina, causano correnti galvaniche che consumano gli anodi causano corrosione alle parti metalliche a bordo della propria barca e alle strutture metalliche nelle immediate vicinanze, quindi altre barche e pontili. Nel caso la batteria si scarichi rapidamente senza utenze in funzione è allora buona regola far verificare da un elettricista la presenza di dispersioni. Ancora meglio sarebbe prelevare le batterie dalla barca e tenerle al riparo dal gelo effettuando la ricarica una volta al mese. In questo modo si prolunga la vita utile per anni. Nel caso la batteria sia invece necessaria a bordo per azionare la pompa di sentina è opportuno che un apposito staccabatterie permetta di isolare tutte le utenze ed il motore, lasciando attivo solo lo svuotamento automatico. In questo caso è opportuno avere un caricabatterie/mantenitore di carica a bordo o ricaricare con una certa frequenza la batteria per evitare il rischio di affondamento.

I prodotti utili al rimessaggio sopra accennati sono disponibili presso il nostro negozio in porto o in tutti i punti vendita di articoli nautici.

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Questionario soddisfazione clienti 2016

Riportiamo i risultati del questionario svolto nel corso del 2016 relativamente al grado di soddisfazione dei clienti di Porto Barricata. Le risposte ai quesiti, i suggerimenti ed anche le eventuali critiche ricevuti sono stati di grande aiuto per individuare le aree di miglioramento.

Cliccando qui potrete scaricare file pdf contenente i risultati del sondaggio.

 

Come tenersi aggiornati sulle news di Porto Barricata

notizie

Se volete sapere in ogni momento tutte le news di Porto Barricata non avete che l’imbarazzo della scelta, qui di seguito riepiloghiamo i modi che avete per tenersi aggiornati aggiornati su tutto quello che accade a Porto Barricata:

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