Pagamenti in contanti: nuove regole

Pagamenti in contanti: Nuove regole

pagamenti in contantiLa legge di Stabilità 2016 ha innalzato da 1.000 a 3.000 euro il limite oltre il quale è vietato il trasferimento di denaro contante. Le nuove regole e le soluzioni.

Come dicevamo la nuova legge ha innalzato da 1.000 a 3.000 euro il limite oltre il quale è vietato il trasferimento di denaro contante o di libretti di deposito bancari o postali al portatore o di titoli al portatore in euro o in valuta estera, effettuato a qualsiasi titolo tra soggetti diversi.

Le violazioni relative al pagamento in contante sopra la soglia di 3.000 euro sono punite con la sanzione amministrativa dall’1% al 40% dell’importo trasferito; questa sanzione non può comunque essere inferiore all’importo di 3.000 euro e, per le violazioni che riguardano importi superiori a 50.000 euro, la sanzione minima è aumentata di cinque volte (non può, cioè, essere inferiore a 15.000 euro).

La disciplina in tema di circolazione del contante è stata introdotta non soltanto per contrastare il riciclaggio di capitali di provenienza illecita, ma anche per limitare l’evasione fiscale, garantendo una maggiore trasparenza negli scambi.

Le parti, tuttavia, possono, di comune accordo, trovare una soluzione che consenta al committente di corrispondere l’importo in contanti. Tale accordo passa per la concessione di una rateizzazione del prezzo. Infatti, in base alla legge, è possibile effettuare il pagamento di un importo complessivo anche superiore a 3.000 euro in rate, ciascuna delle quali però di importo inferiore al suddetto limite. In pratica, il lettore potrà – per esempio – corrispondere una prima rata di 2.000 euro, una seconda di 2.000 e una terza di 1.000, tutte e tre in contanti, nonostante la loro somma sia superiore al limite di 3.000 euro. L’importante è che la singola rata non superi mai il limite di 3.000 euro.   La possibilità di pagare in rate, aggirando l’ostacolo del divieto all’uso del contante oltre la soglia limite è subordinata a due condizioni:

– il pagamento in rate deve essere connaturato all’operazione stessa: così, il caso di un lavoro di ristrutturazione, per esempio, in cui il pagamento venga frazionato in base a SAL (stati di avanzamento dell’opera);  si pensi anche alla cura presso un dentista, con pagamento scaglionato a seconda dei vari interventi e sedute eseguite dal sanitario;

– la rateizzazione è la conseguenza di un preventivo accordo tra le parti che deve risultare formalizzato in un apposito documento o direttamente in fattura.

La Direzione

Comunicazione n. 1/2016

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